La Parola di Dio, cercata e ascoltata, perché diventi Via, Verità e Vita dell’uomo L’esempio della Serva di Dio Enrichetta Beltrame Quattrocchi.

30 ottobre 2020 io e il mio confratello P. Luigi abbiamo fatto un’esperienza molto bella ed edificante: siamo stati invitati verso le ore 10.00, presso la sua casa di Napoli, dalla Signora Paola Grimaldi, un’amica della Serva di Dio Enrichetta Beltrame Quattrocchi.
L’avevamo conosciuta la prima volta nel 2018, quando lei stessa ci onorò di una sua visita presso il nostro Convento dei Frati Cappuccini nella zona di Piedigrotta (Napoli), grazie all’interessamento delle Suore Serve di Maria Ministre degli Infermi che avevano parlato alla Signora Grimaldi sia della Causa di Beatificazione e Canonizzazione della Serva di Dio Enrichetta che delle tante iniziative ad essa legata. Ragion per cui lei stessa volle conoscere personalmente il Postulatore della Causa manifestando particolare interesse per il corso di detta Causa.

Ma l’incontro del 30 ottobre scorso, che vi sto ora presentando, è stato indimenticabile: innanzitutto per l’accoglienza, la premura, l’attenzione e il tempo che la Signora volle dedicarci.
Accompagnati dal maggiordomo nell’appartamento privato, fummo ricevuti in un salottino. La Signora Grimaldi ci salutò con un sorriso e uno sguardo quanto mai interessato.
Dopo le nostre presentazioni, senza minimamente farsi attendere ella cominciò a
chiedere del nostro convento, ricordando lei stessa quanto bene ha fatto
per generazioni la famiglia cappuccina in quella zona.
Poi con un’attenzione per la Chiesa di Napoli ci parlò dello zelo pastorale e caritatevole
dell’Arcivescovo, il Cardinale Crescenzio Sepe: un Pastore dal cuore grande per tutti!
Al tempo stesso manifestò profondo dispiacere per tanta gente che oggi soffre difficoltà e indigenza, soprattutto in questo drammatico tempo di pandemia, sottolineando con rammarico come molti erano caduti in estrema povertà.
Nel continuare il discorso passò quindi a chiederci della cara Enrichetta per sapere a che punto fosse arrivato l’iter della Causa. Le facemmo presente che a riguardo della Serva di Dio si attendeva a breve di poter giungere alla sua Venerabilità; e che era in corso anche la traslazione del
suoi resti mortali dal cimitero del Verano alla Basilica di S. Prassede per essere esposti alla pubblica venerazione. Al sentir parlare della Basilica di S. Prassede la Signora ebbe un sussulto di gioia, sottolineando subito che quel luogo così importante del Cristianesimo antico costituiva di fatto una collocazione meravigliosa per la Serva di Dio.
Nel fare riferimento alla Famiglia Beltrame Quattrocchi, si riaccesero nella Signora Grimaldi tanti ricordi dei suoi anni passati, quando anch’ella – come la Beata Maria e la Serva di Dio Enrichetta – fu crocerossina e Dama di San Vincenzo; fece parte del ramo femminile degli Scout e divenne Oblata benedettina, con incarichi anche a livello nazionale che diverse volte l’avevano portata in lungo e in largo per l’Italia.
Sapere che anche la Serva di Dio Enrichetta, con la sua famiglia, si fosse impegnata nell’associazionismo cattolico la rese molto felice e ancora più interessata.
Oltre a questo le facemmo notare come la mamma della Serva di Dio, la Beata Maria Corsini, fosse stata un’ottima educatrice; e ancora le parlammo delle illustri conoscenze della Famiglia Beltrame Quattrocchi come il Beato Cardinale Ildefonso Schuster, Don Luigi Sturzo, Alcide De
Gasperi, Armida Barelli, la Venerabile Luigia Tincani e diverse altre figure; così come ricordammo pure l’intenso apostolato svolto dai Beati Coniugi e dai loro figli: restò tanto impressionata dall’ardore di fede e dall’intraprendenza nelle opere di questa santa famiglia da esserne affascinata.
In quella circostanza facemmo dono alla Signora di un ritratto fotografico che ritraeva la Serva di Dio Enrichetta accanto alla madre, la Beata Maria.
Guardando l’immagine ella sottolineò: 

«Non conoscevo la madre: è bella e dà pace; è gioiosa, serena. E’ un bel ritratto!»

Domandò poi dell’età avuta dalla mamma e dalla figlia all’epoca di quella foto.
Ad un certo punto entrammo nel vivo di quell’incontro, vale a dire quando la Signora Grimaldi volle manifestarci il motivo che l’aveva spinta a contattarci per potersi incontrare con noi. Di solito a Casa Grimaldi si riunisce un gruppo di amici per condividere la Parola di Dio e pregare.
Ora si seppe che in quel gruppo un’amica era stata, purtroppo, colpita dall’infezione del Coronavirus. La Signora era rimasta molto dispiaciuta della cosa, tra l’altro temendo il contagio per lei e per gli altri amici. Allora informò subito il suo medico personale del caso.
Nel frattempo però aveva pensato bene a rivolgersi con una supplica alla Serva di Dio Enrichetta,
di cui conservava l’immaginetta che io stesso le avevo fatto in precedenza recapitare sul mobiletto, in questo modo: 

«Cara Enrichetta, fa che tutti stiano bene e io penserò anche a te: dammi un segno!». 

Ebbene
dopo un po’ il medico la chiamò informandola che i tamponi fatti a
tutto il gruppo di amici erano risultati negativi. Così la Signora Grimaldi
commentò davanti a noi: «Fu davvero incredibile pensare che noi eravamo
stati custoditi dal contagio e che quell’amica, risultata positiva, fu
presto fuori pericolo. A quel punto, esaudita nella mia richiesta, ho sentito
interiormente una forte spinta a chiamare il Postulatore della Serva
di Dio Enrichetta».
Dal momento che ella si era sentita così confermata nella fiducia riposta verso la Serva di Dio Enrichetta, promisi alla Signora di farle avere libretti e immaginette per diffonderne la figura mentre, a conclusione delle visita, la invitai a scrivere un suo pensiero a riguardo della Serva di Dio.
In conclusione credo che questo incontro abbia tra l’altro evidenziato soprattutto la sottile e invisibile comunanza di sentimenti e d’intenti che lega – seppur indirettamente – figure esemplari, come la Serva di Dio Enrichetta Beltrame Quattrocchi, con personalità d’intensa vita e testimonianza cristiana come appunto la Signora Paola Grimaldi, che – con nostra grande sorpresa! – ricorda la Serva di Dio in tanti suoi aspetti: la gentilezza del tratto, la semplicità e la familiarità di rapporto, la nobiltà dei sentimenti, la sensibilità alle cose dello Spirito, la cultura umanistica e cristiana, l’impegno nel compito impegnativo dell’edificazione della famiglia, la dedizione alla Chiesa e ai Pastori, l’apostolato della preghiera e della carità… .
Pertanto le siamo grati per averci donato la sua amicizia e mostrato la bellezza di appartenere a Dio, fondando solo in Lui con fede e generosità la propria vita.

Cristiana Bodria