Con la partecipazione numerosa e gioiosa di tanti sacerdoti, religiosi e di diverse realtà ecclesiali quali: l’Ordine Francescano secolare, la Gi.fra., il Movimento Salesiano, l’Azione Cattolica, la F.U.C.I., l’AGESCI, le Volontarie della Croce Rosa, CL, Focolarini, Testimoni del Risorto, gruppi parrocchiali e scolastici, si è svolto lo scorso 25 marzo, presso il Seminario Arcivescovile di Napoli, il Convegno sulla Candidata agli Onori degli Altari Enrichetta Beltrame Quattrocchi. Generosamente e calorosamente accolti dal Rettore del Seminario, Mons. Salvatore Angerami , che al termine ha impartito la santa benedizione sugli astanti e da don Davide Trapani, animatore del secondo e terzo anno di teologia, che ha offerto il suo contributo per la parte logistica, l’evento è stato moderato dall’Avv. Vincenzo De Feo e allietato dall’arpista Cira Romano. Di seguito, si riporta un estratto dei vari interventi: Si vede come questa spiritualità si diffonde, attira per la sua attualità ma soprattutto perché le famiglie hanno bisogno oggi, come diceva il beato Paolo VI, non tanto di maestri, di libri, conferenze ma di testimoni. Il fatto stesso che la Chiesa stia dedicando alla famiglia le migliori energie per rispondere alle tante grida di sofferenza che vengono dal cuore di tanti coniugi, dà il senso di come, non solo i vescovi che si riuniscono nel sinodo, ma tutti, soprattutto voi famiglie cristiane, avete necessità oggi di prende- re coscienza di quella che è la vostra grande dignità, la vostra grande vocazione di essere annunciatori di Cristo in un mondo che tende sempre di più a travolgere la famiglia, a snaturarla, a renderla insignificante all’interno di questa nostra società che, si è sempre detto e rimane vero, è l’unico fondamento di qualunque convivenza non solo religiosa ma anche civile: l’esempio di Enrichetta è questo. (Cardinale Crescenzio Sepe). Una donna dalla vita intensa, come si può ben constatare, piena di interessi e passioni, di curiosità, mai paga di cercare, di approfondire il bene e il bello che lo scorrere dei giorni ci regala. Enrichetta si può definire una donna “già avanti” come si è espresso il cardinale Walter Kasper parlando della importanza del ruolo delle donne nella Chiesa: “Nella Chiesa “in uscita”

prefigurata dal Papa le donne sono già avanti, sono alle frontiere”. Come Enrichetta, donna di frontiera, donna con lo sguardo sempre in avanti. […] Don Sabino Palumbieri, in suo articolo sulla figura di Enrichetta Beltrame Quattrocchi, così la definisce: “La sua nascita, un miracolo esplosivo. La sua esistenza un tessuto di grazia. Il suo tramonto un silenzio e un’offerta. Una donna così sa salire e fa salire. E ce n’è bisogno in un mondo che vola basso”. (P. Leonardo Franzese, Ministro Provinciale dei Cappuccini di Napoli)

Concepiva l’amicizia non come un fatto elitario, né come un “do ut des”, ma come strumento di ascolto reciproco e di dono generoso, di messa in comune con la per- sona che aveva la ventura di incontrare di ciò che stava sul proprio piatto nel momento stesso dell’incontro: per lei, “quod super est” non era il superfluo, il di più, ma ciò che le era davanti per nutrirsi, il suo cibo, materiale o spirituale che fosse. […] Enrichetta aveva intuito anche come tale rapporto di amicizia spirituale fosse cosa bella, perché ella sapeva percepire e apprezzare ciò che è bello. Un tratto purtroppo sottovalutato dalla maggior parte delle persone del nostro tempo […] perché non rilevato dai sensori della coscienza della persona umana.  Quella coscienza che Enrichetta ha coltivato con impegno convinto nel corso della sua vita, fatalmente attratta, con forte coinvolgimento emotivo, dall’intuizione che l’amicizia spirituale fra persone umane fosse solo il primo passo per diventare amici spirituali di Altro.  (Francesco Beltrame Quattrocchi, nipote di Enrichetta)

Nel suo lavoro unì competenza e sapienza spirituale, mettendo in atto quella cura e quella dedizione che i suoi genitori tanto avevano inculcato ai figli. Tra i vari consigli, infatti, troviamo il seguente: «Nel lavoro, che potrà anche essere arduo, adotta la regola della fedeltà nel minimo per amore e della rinunzia a te». E ancora:

«Lo spirito di sacrificio per amore è quello che anima e santifica ogni azione della giornata, rendendo soprannaturale la più umile pratica materiale».

Questo aspetto di dono e di dedizione fa di Enrichetta una figura significativa per la nostra società così bisognosa di autentici educatori. Soltanto l’amore educa, ma l’amore vero, quello illuminato e guidato dalla fede che vede nelle persone la presenza di un mistero in- sondabile, di una sacralità inviolabile. Soltanto questo amore può far sprigionare nei bambini, nei ragazzi e nei giovani le potenzialità di bene insito in loro. (M. Anna Maria Cànopi osb – Abbazia Benedettina «Mater Ecclesiæ» Isola San Giulio).

La cornice in cui Enrichetta cresce è dunque una cornice generativa, che rende lei stessa una persona generativa e feconda. Il modo in cui ha svolto la sua

professione di insegnante di Storia dell’arte, il modo in cui ha accudito i suoi genitori, in cui si è dedicata alle molte opere di volontariato e di vita ecclesiale sono testimonianza di una fecondità appresa in famiglia e ridonata. […]Mi pare di poter dire che la vita di Enrichetta sia stata una vita tutta spesa proprio in questa chiave: nella continua tensione, cioè, a donare vita, a risanare, ad accogliere, accompagnare centinaia, migliaia di vite. (Matteo Truffelli – Presidente Nazionale di Azione Cattolica).

 

Dopo 103 anni  un compleanno che è divenuto una “memoria”

Come ogni 6 aprile, mia moglie Francesca ed io e siamo stati invitati alla consueta celebrazione liturgica in ricordo di Enrichetta Beltrame Quattrocchi nel giorno del suo compleanno. Oggi avrebbe compiuto 103 anni.

Luogo del ritrovo annuale è stata la storica basilica di S. Lorenzo al Verano. Il momento di preghiera, iniziato con un rosa- rio comunitario per chi è potuto arrivare prima, si è svolto in un clima di intima familiarità tra i presenti nella cappellina laterale della navata destra, in prossimità del passaggio verso la sacre- stia che sbocca nel chiostro del convento dei francescani.

La S. Messa è stata presieduta da P. Massimiliano Noviello che ha ricordato la generosa obbedienza e lo spirito di servi- zio incondizionato che ha contraddistinto tutta la vita di Enrichetta, che si sentiva un umile “mestoli- no” di Dio. Una donna straordinariamente ordinaria, nella fedeltà di una vita tessuta pienamente nei valori che ha respirato nella sua casa.  Un fiore  sbocciato dal terreno di santità dei suoi genitori, Luigi e Ma-ria. Una donna pienamente realizzata, nella piena adesione alla volontà di Dio nell’attimo presente.  Abbiamo vissuto così un intenso momento di preghiera e di ringraziamento a Dio per il dono che Enrichetta è stata per ciascuno di noi, prendendo sempre più consapevolezza di quanto abbia donato a tutti nei suoi anni terreni, ricordando i suoi piccoli gesti e le sue attenzioni nei nostri confronti. Al termine della S. Messa siamo stati ospitati nel chiostro del convento al riparo dalla pioggerellina che nel frattempo è sopraggiunta In un momento di intensa condivisione fraterna, abbiamo gustato l’ottima torta al limone, la preferita di Enrichetta, accompagnata da un bicchiere di spumante, per ricordarla nel giorno del suo compleanno. Abbiamo fraternizzato tra noi in un clima di famiglia, aprendo i nostri cuori con estrema semplicità, in una discreta intimità. Abbiamo così nuovamente respirato la stessa aria di familiarità che Enrichetta era bravissima a far scaturire nel calore della sua casa e nella fedele amicizia che donava a chi le si avvicinava.