il mestolino n9

Nel novembre 1979, Enrichetta fece un viaggio di tre settimane, insieme al fratello Don Paolino, nella Repubblica Popolare Cinese.

Di questo viaggio, come abitudine di tutta la sua famiglia, ha lasciato note scritte che mai come oggi, nel 2016, dicono cose importanti al cuore dell’uomo e dell’uomo che cerchi di essere cristiano. Solo un viaggiatore con le idee chiare circa il messaggio di Gesù di Nazareth e disponibile all’ascolto e all’osservazione attenta della vita reale poteva essere at­trezzato per scrivere quelle note.

Basti citare tre dati fra loro strettamente integrati per comprendere il valore per tutti delle stesse, che richiama­no insieme i valori del Concilio di Papa Giovanni XXIII e Papa Paolo VI, e quelli del messaggio di Papa Francesco: 1) il tempo del viaggio, novembre 1979; 2) il luogo del viaggio:

la Repubblica Popolare Cinese; 3) la durata del viaggio: tre settimane.

Buona lettura:

Quali sono le qualità che ho potuto riscontrare nella permanenza di tre settimane, nei cinesi ? Una laboriosità stupenda. […] Questa laboriosità è accom­pagnata da una sobrietà ancora più sorprendente. È qui che come occidentale, mi sono sentita ancora più in colpa. Davanti a loro, noi siamo degli smidollati. La sobrietà – bisogna notarlo – non nasce semplicemente dal modestissimo salario. La sobrietà è costume di vita e si riflette in tutti i campi. […] Posso dire con tutta sin­cerità che invidio veramente e profondamente il loro

costume di vita, e se già avevo in odio tutto il nostro consumismo, tutto il nostro “benessere”, nuovo idolo del nostro paganesimo vissuto anche se non dichiara­to, dopo questo viaggio ancora di più mi trovo a disagio nel vivere in una civiltà così poco civile, dove si vede tutto quello che succede quando i valori sono com­pletamente sovvertiti. Là veramente sembra che siano vissuti quelli veri, quelli che sono scritti da Dio in ogni cuore. Quel Dio che forse a nostra insaputa è più vivo in loro cosiddetti pagani, che in noi … cosiddetti cristia­ni! […] Chiudo soltanto descrivendo la Messa ascoltata insieme con oltre 400 cinesi nella Cattedrale di Pechi­no. Se sarà possibile vedere le diapositive che ha fatto D. Paolino, si vedrà che non c’è ombra di esagerazione. La devozione, il raccoglimento, il comportamento di uomini e donne (i due terzi erano giovani) sono inde­scrivibili. Tre sacerdoti a confessare in continuazione.Lunga omelia. Un sacco di comunioni. E tutto questo dopo più di trenta anni di persecuzione e in un perio­do in cui è vero che la Costituzione ammette la libertà di religione, ma in cui è ancora reato la catechesi e la propaganda. Ecco allora che il seme gettato dai Missio­nari è andato veramente molto in profondità e che la famiglia è diventata una “ecclesia domestica” che ha po­tuto salvaguardare, difendere, trasmettere, nonostante tutti i marosi la Fede pura, senza tante contestazioni e senza artificiosi problemi, che spesso diventano solo alibi e paraventi per non voler accettare quello che la Fede stessa esige.

Ecco ho finito. Nel cuore mi è rimasto un gran de­siderio di pregare per Loro e per noi: perché Dio dia a Loro quello che a Loro manca: la luce del Vangelo per tutti e perché a noi venga tolto tutto quello che c’ im­pedisce di vedere quella luce!”

 

di P. Massimiliano Noviello OFMCap. Postillatore delle Cause dei Santi