il mestolino n9

Il Papa, nell’udienza generale dell’ll marzo 2015,così si espresse: “Il Signore non ci scarta mai. Lui ci chiama a seguirlo in ogni età della vita, e anche l’anzianità contiene una grazia e una missione, una vera vocazione del Signo­re. Lanzianità è una vocazione. Non è ancora il momento di tirare i remi in barca”. Il Pontefice evocò l’immagine di Simeone e Anna tratta dal Vangelo di Luca: “Essi riconob­bero il Bambino, e scoprirono una nuova forza, per un nuovo compito: rendere grazie e rendere testimonianza per questo Segno di Dio”.

Quando i suoi genitori furono beatificati, il 21 otto­bre 2001, Enrichetta era ormai 77enne, un’età in cui, conseguentemente alle ridotte energie del corpo, l’uo­mo riduce le proprie attività fisiche, sociali e intellettuali. Per la candidata agli onori degli altari, invece, si aprì un nuovo capitolo della vita. Dopo che la Chiesa pose il suo sigillo sulla loro testimonianza eroica, ella rapidamente comprese che la sua consacrazione in seno alla famiglia richiedeva un nuovo “sì”, quello di una nuova partenza. Da quell’anno, Enrichetta comincerà un’instancabile atti­vità di diffusione del modello coniugale ed educativo dei genitori, intervenendo a convegni, ritiri, concedendo in­terviste, giungendo persino a dare indicazioni per il sito internet. Senza risparmiarsi mai, senza mai negare la pro­pria presenza, si sottopose a lunghi ed estenuanti sposta­menti anche quando fu giunta alla soglia del secolo. Ogni suo intervento portava una ventata di freschezza, una vera “giovinezza dello spirito”. Tratto comune in chi vive pienamente la chiamata dell’annuncio evangelico, il pas­sare degli anni e l’indebolimento del corpo non spenseroil desiderio dell’annuncio ma la Grazia che agiva per suo tramite trasmetteva tutta la forza e la vitalità della bella notizia.

La libertà interiore intesa come disponibilità totale alla Volontà di Dio – e la gioia che l’accompagna – sono segni incontrovertibili della presenza dello Spirito in un’anima. Chi vive così, gioisce già in questa vita della «libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). Per la figlia dei Beati Co­niugi fu così fino alle fine: Enrichetta progettava, nutriva desideri, speranze anche quando fu conscia che il Signore stava per ricongiungerla alla sua amata famiglia; ella fece così fruttificare il dono della longevità per l’edificazione del Regno di Dio.

La Serva di Dio Enrichetta e il suo amore per i piccoli